Laicità: una storia d'amore

La laicità è una forma mentis, non appartiene a nessun credo, filosofia o ideologia; è l'attitudine ad articolare il proprio pensiero secondo principi logici che non possono essere condizionati, nella coerenza del loro procedere, da nessuna fede…(L.Magris).

Quando si appartiene a un culto, sia esso religioso, politico, commerciale o di altro genere, quasi sempre si deve rinunciare a una parte della propria identità, per accettare l’identità del culto che è un’identità di gruppo.

Nei culti, il pensiero laico, in genere, non sopravvive.

Non che l’identità di gruppo non sia comoda, anzi, lo è talmente che una parte immensa di umanità aderisce a un qualche culto godendosi, in cambio, una dolce e tranquillizzante ninna nanna. E le ninna nanne, si sa, sono sempre delle certezze.

Tuttavia, prendersi cura della propria identità e della propria natura evitando di metterle in mani altrui è un atto di amore verso la vita molto affascinante.

La laicità non è una scelta semplice perché richiede silenzio, coraggio e leggerezza.

Silenzio: il silenzio va ascoltato senza riempirlo di sciocchezze spacciate per verità.

Coraggio: la solitudine non deve spaventare.

Leggerezza: non bisogna mai prendersi troppo sul serio.

Sostegno

Affrontare l’ultimo periodo della vita,

scegliere di essere laico-umanisti,

lasciare un culto.

Le parole, il contatto, la ritualità di chi offre sostegno devono prendere forma da una specifica competenza professionale e da un sentimento laico-umanista puro.